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Numero 14 - MARZO-APRILE-MAGGIO
2005
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Il corso d'archeologia del lunedì pomeriggio
è finito. Peccato!
Insieme alla maestra Silvana e al maestro Giuliano ( ringraziamo
entrambi per la bella esperienza che ci hanno fatto vivere
e per la disponibilità) abbiamo costruito molte cose:
intrecciato pali, lavorato l'argilla, la lana, la canapa,
schiacciato semi, scritto e disegnato tante cose e specialmente
abbiamo costruito la nostra capanna con l'argilla, le canne
e il legno. Che BELLO!!
Dopo aver organizzato la mostra e averla fatta, il nostro
fantastico corso è davvero finito. Ma nei nostri ricordi
ci sarà sempre.
Poi ora siamo diventati ...VERI PRIMITIVI !!!
UGA UGA
Marianna C. Cl. 4^Malaspina
La capanna
Che bella!
Ne è valsa la pena!
Ora fa bella mostra di sè sopra due
banchi di scuola, in fondo al nostro
corridoio; il tetto spiovente, folto di canne miste
ad argilla, copre metà della cubatura,
lasciando visibile l'interno.
Quasi al centro il focolare: pietre
disposte in circolo, con cortecce
pronte per essere bruciate.
All'angolo sinistro, accanto all'ingresso, un
giaciglio di pelli, davanti una ciotola.
In fondo un fascio di legna e canne.
Le pareti, ormai secche presentano crepe, una greca bianca
le decora.
Giuseppe, Mattia P. , Andrea e Ivan Cl. 4^Malaspina
Lavoriamo con la pietra
Ahi! Mi sono ferito un dito ! E'la frase che più si
sente lavorando la selce.
Soprattutto quando si strappa la lana dalla pelle di pecora,
la scheggia tagliente sfugge dalle mani.
Non riesco a spezzare i rami ! Questa pietra non taglia !
E'la voce di Marianna che sta cercando di spezzare
i rami ; più lontano Andrea , Giuseppe ,Giorgio e Mattia
scortecciano senza fatica un grande tronco.
-Quanto grano avete macinato? Domanda la maestra
Silvana , - meno di dieci grammi - rispondiamo
noi in coro.
-La pietra è troppo pesante_- Aiutiamo Annalisa a macinare
il grano.
-Abbiamo tagliato la prima striscia di pelle !-
Urlano in coro Ludovica Santuccio ,Marianna ,
Annalisa, e Annalisa .
Giorgio C., Marianna, Giorgio C. Cl. 4^Malaspina
Lavoriamo la pelle
In questo momento lavoriamo la pelle: con un osso ben appuntito
buchiamo il cuoio poggiato su un tronco, nella parte interna.
Che faticaccia!!! Una pazienza!!
Solo Mattia P. riesce a fare buchi più ampi e spaziosi.
Certo lui è un maschio!
Poi, come vedete, abbiamo infilato nei buchi delle striscioline
tagliate con pietre molto affilate legandole con l'altro pezzo
di pelle bucato.
- Miri, aiutami a infilarli !! – Grido.
Alla fine ce l'abbiamo fatta, finalmente!!
Credetemi, è una vera e meravigliosa esperienza di
…..
Primitivi
UGA UGA
Debora Cl. 4^Malaspina

Filatura della canapa e della
lana
- Passami la canapa! - E' quello che dicevamo prima di cominciare
il lavoro.
Bisognava estrarre dal batuffolo di canapa un filo di lunghezza
media, poi bisognava assottigliarlo filandolo con le mani
bagnate stando attenti a non strapparlo.
Infine lo si avvolgeva intorno ad un rametto che fungeva da
rocchetto preistorico.
Il procedimento per filare la lana era identico eccetto l'inizio
: si doveva strappare con la selce la lana dalla pelle della
pecora.
Il lavoro non era particolarmente difficile anche se ogni
tanto qualche "birbante" schizzava e rovesciava
il secchio dell'acqua.
Flavia – Giorgio C. Cl.
4^Malaspina
Laboratorio di archeologia
sperimentale
La realizzazione del manufatto; le fasi di lavorazione (difficoltà,
soddisfazione , delusione)
Eravamo in un' aula vicino la palestra; il maestro Giuliano
ci diede la consegna. Dovevamo con i bastoni: scortecciare
almeno due rami, tagliarli lunghi tre mani, prendere quattro
bastoncini e su uno farci la punta e legarli a fascio.
Si faceva in coppia; eravamo io e Miriana. Corremmo a prendere
posto, poi di nuovo per prendere qualche materiale: io prendevo
e sceglievo pietre e rami, mentre Miriana rovistava tra canne
e vimini.
Iniziammo a lavorare, io i rami mentre Miriana li scortecciava,
poi mi chiese:
-Mi aiuti, non ce la faccio da sola; mi aiuti?
Allora intervenne il maestro Giuliano, prese la pietra e il
bastoncino e ta-ta ecco fatto. Guarda quanto è facile!
E io pensai tra me e me:
“Per lui è facile, grazie, lo fa sempre, per
noi è la prima volta!
Poi capimmo, e invece di scortecciarne due, ne scortecciammo
addirittura quattro. Dopo il maestro mi portò velocemente
da Flavia, perché aveva una pietra buona per fare la
punta.
Le mie mani erano diventate gialle, gialle, gialle: giallissime!
Così si iniziò a sentire l’odore di erba
fresca racchiusa nel ramo.
Finita la punta, l’archeologo - maestro-Giuliano mi
disse:
-Brava! Sembra proprio una punta di lancia.
Sono andata dalla maestra Silvana e anche lei disse che sembrava
proprio una lancia.
Corsi poi da Miriana per dirle che avevo finito, prendemmo
un mucchietto di vimini e li legammo a forma di fascio, avevamo
finito !
Ci sedemmo per terra dalla fatica, quando la maestra mi ordinò:
-Raccogli le pietre che hai usato e poggiale sul banco.
Prese qualche pietra e aggiunse:
-NO!!!!!Vedi che non mi stai a sentire, ti avevo detto di
prendere le più piccole, non quelle più pesanti!
Veramente la maestra si era dimenticata di dire che dovevo
prendere quelle più piccole , ma lei non ci credette…
Sono stata molto soddisfatta di tutto ciò, anzi credevo
di non farcela anche Miriana è stata molto brava.
Mi è piaciuto molto ma credo che la prossima volta
farò di meglio.
Marianna Cl. 4^Malaspina
Nei sotterranei di Malaspina
Eravamo nei sotterranei della scuola Malaspina.
Questa volta dovevamo fare proprio il lavoro dei primitivi!!!
Il lavoro si doveva fare a squadre: io ero con Giorgio.
Dovevamo preparare gli arnesi prima dello scadere del tempo.
Siccome il tempo scarseggiava ed il lavoro era tanto , mi
buttai su una pietra gigante, così gigante che la chiamai
“ Spaccatutto”.
Poi presi un bastone così bello che mi faceva sembrare
Rambo.
Presi poi una pietra per levigare, era potente, tanto potente
che la chiamai “ Levigatutto “.
In un batter d'occhio finii di scortecciare il bastone sembrava
il bastone di un “Primitivo… Ma non proprio!!
Era il momento di fare la punta.
Finito il lavoro, con i vimini legai i bastoni.
I miei compagni erano già andati via e noi per fortuna
li abbiamo raggiunti per un pelo.
Andrea Cl. 4^Malaspina

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