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Numero 22 - GENNAIO-FEBBRAIO-MARZO 2007/08 Torna alla prima pagina!
Visita in Pinacoteca

Da un po’ di tempo, noi della 5^ A e 5^ B aspettiamo di andare in Pinacoteca e finalmente ci siamo riusciti.
Arrivati, prima di salire le scale, abbiamo notato una vecchia carrozza appoggiata al muro, e da quello ho capito io, se non era “appoggiata “sarebbe caduta.
Salendo le scale, per poco non inciampavo in un’antica vasca da bagno, ma non era rovinata fino al punto da graffiare. Entrati, la nostra guida ci ha accolto molto bene e si è presentata dicendo che si chiamava Vitelli Laura. Ci ha portato nella sala dove una volta ci si riunivano tutti gli anziani del popolo e diventava come un tribunale ; lì ci ha fatto mettere a sedere per spiegarci come era organizzata la Pinacoteca. Abbiamo poi visto i dipinti di Carlo Crivelli su tre tavole unite.
Questo grande pittore ne dedicò una alla chiesa di San Bartolomeo.
Crivelli era un artista veneto, che avanti nel tempo, precisamente nel 1718, iniziò a dipingere su un’unica tavola e disegnò Gesù che distribuiva l’Eucarestia ai dodici apostoli in piedi. Poi abbiamo visto dei piccoli quadri dipinti da Antonio Pisa che era un medico che morì nel 1920.
Andando avanti siamo entrati nella stanza del” Piviale”; un mantello confezionato nel 1260 da uomini inglesi per donarlo al papa Nicola 4° che in seguito lo donò ad Ascoli e le perle preziose vennero vendute per costruire la cappella del Santissimo in Cattedrale. Non c’erano soltanto pietre preziose ma anche diciannove tondi che riportavano alcune scene della vita di Cristo.
Laura ci ha fatto poi vedere una piccola scultura che rappresentava la Madonna con le mani in preghiera e sopra le ginocchia Gesù bambino che teneva in mano una mela in segno della redenzione del bene e del male.
Ha attirato la mia attenzione una ragazza adolescente nuda che rappresentava la fanciullezza; a fianco di questa scultura c’era un quadro realizzato da Volpedo, intitolato “Passeggiata amorosa”ed era dipinto con colori chiari e contorni precisi e per questo sembrava una foto.
In quel momento mi sono sentita leggera e, non so perché, forse la vista del quadro, mi ha suscitato questo sentimento di leggiadria. Ho guardato il soffitto e ho visto dei bellissimi lampadari di vetro di Murano a gocce. Mentre li guardavo una mia compagna mi ha detto di stare attenta perché stavo per inciampare con l’arredamento che poi, Laura mi disse che erano stati donati dalla famiglia Spariglia. Mi sono voltata e ho visto una colonna rossa, dipinta, forse, a mano.
L’ultima stanza che abbiamo visitato è stata quella dove si trovava Diana cacciatrice “nuda”, ma la cosa più bella è stato il quadro che rappresentava il mare in burrasca, con una barca e vicino un corpo che riposava , di cui i visitatori possono vedere solo i piedi.
Poi Laura ci ha fatto notare che da qualsiasi punto della stanza ci mettevamo essi si vedevano sempre di fronte. Davanti a quel dipinto ho provato molti sentimenti: paura, stupore e altri che non so descrivere.Infine siamo usciti dalla Pinacoteca e io ero molto contenta di aver conosciuto notizie nuove.

Simona cl. 5^ Scuola Primaria S.Agostino

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