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Numero 5 - GENNAIO/FEBBRAIO 2003
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Il 18 novembre 2002 la mia classe ed io siamo
stati accompagnati dalle maestre al frantoio Gentili in Ascoli
Piceno. La visita all'oleificio ci ha consentito di osservare
tutte le varie fasi di trasformazione delle olive in olio
extravergine.
Verso le 9, siamo entrati in un grande locale nel quale abbiamo
conosciuto il funzionamento di due macchinari: la macina
a molazze e la centrifuga.
La nostra guida ci ha spiegato che le olive, separate dalle
foglie nella defogliatrice e lavate nella lavatrice,
vengono frantumate dalla macina a molazze che le trasforma
in una specie di pasta che viene immessa nella gramola
(impastatrice), poi nella centrifuga. In questa macchina,
grazie alla velocità di rotazione cui vengono sottoposte
le olive già frantumate, si separa l'olio dalla
sansa e dall'acqua.
La sansa raccolta viene trasportata a Grottammare per la lavorazione
che la trasformerà in olio di qualità inferiore,
mentre l'extravergine viene sistemato in recipienti di vetro
o di acciaio. L'acqua viene venduta agli agricoltori e usata
per concimare durante l'irrigazione.
Mentre ascoltavamo le spiegazioni della guida, sentivamo un
forte odore di "spremuta" di olive che ha suscitato
il nostro appetito; le maestre, per farci "sperimentare"
la bontà del prodotto, ci hanno offerto ottime fette
di pane fresco condite con l'olio extravergine appena prodotto.
Il macchinario che mi ha più impressionato è
stato la macina a molazze perché era divertente vedere
quelle tre grosse ruote girare, quasi snodate, a gran velocità.
Federico Luzi cl. 3^ S. Domenico
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