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Nelle Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati
viene introdotta nella scuola primaria (ex scuola elementare)una
nuova disciplina: "Tecnologia e informatica".
Di questo ambito disciplinare vengono indicati gli obiettivi
specifici di apprendimento per le varie classi e vengono
individuati nel laboratorio di attività informatiche
e nel laboratorio di attività e di progettazione
i luoghi in cui gli obiettivi esplicitati nelle indicazioni
devono essere sviluppati e trasformati in competenze
degli alunni.
Le Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni
nazionali per i Piani di studio personalizzati comprendono
una parte inerente alla didattica delle discipline di
studio, in cui si chiariscono il significato e le implicazioni
dell'inserimento della Tecnologia e dell'lnformatica
nella scuola.
Per quanto riguarda la Tecnologia. si dice che
la sua anticipazione fin dal primo anno della scuola
primaria è giustificata dal fatto che i bambini
sono immersi in una realtà sempre più
artificiale e vivono circondati dai prodotti della tecnica:
è quindi necessario sviluppare negli alunni una
consapevolezza d'uso che li renda via via sempre più
coscienti, intelligenti, informati, responsabili degli
oggetti tecnologici e non solo fruitori-consumatori.
Cosa significa praticamente introdurre nella scuola
un curricolo di Tecnologia? È necessario fare
alcune riflessioni.
Innanzitutto occorre sottolineare l'interclisciplinarità
del sapere tecnologico. Sarebbe inutile e privo di senso
considerare la Tecnologia come una materia avulsa dalle
altre e scollata dai vari percorsi disciplinari. La
Tecnologia è legata alla Storia laddove si esaminano
i progressi fatti dall'uomo, alla Geografia nel momento
in cui si vede come l'uomo ha agito sull'ambiente, alla
Scienza quando si esamina quali saperi ha utilizzato
o quali scoperte ha raggiunto, all'Arte quando si scopre
il design dei manufatti tecnologici.
Appare dunque indispensabile creare percorsi trasversali
e di connessione con le altre discipline.
La seconda riflessione riguarda il legame che bisogna
necessariamente stabilire tra l'ambiente in cui il fanciullo
vive e le attività proposte nel curricolo di
Tecnologia, per dare un senso all'apprendimento di questa
disciplina. Se, infatti, per Tecnologia si intende Io
studio di tutto ciò che è artificiale,
bisogna cercare di far comprendere al bambino le esigenze
e i bisogni che hanno spinto l'uomo a mettere in pratica
certi processi o a realizzare determinati interventi;
si può quindi procedere all'individuazione dei
vari atti di trasformazione: progettazione, produzione,
manutenzione ecc. senza dimenticare le eventuali problematiche
di impatto ambientale.
Ecco quindi la necessità sia di uno sviluppo
graduale del curricolo che si allarghi progressivamente
dall'analisi degli oggetti tecnologici nei contesti
più vicini al bambino (nelle abitazioni. a scuola
ecc.) fino alla città e al territorio, e anche
la necessità di un curricolo locale che offra
la possibilità di cogliere la specificità
tecnologica del territorio in cui si colloca la scuola.
Partendo quindi dall'osservazione sistematica dell'ambiente
in cui si vive, si cercherà di cogliere gli elementi
naturali e artificiali e gli interventi attuati dall'uomo,
per capire il funzionamento, l'uso e il ruolo degli
artefatti nella vita delle persone che vivono in quel
territorio. A partire da ciò dovremmo realizzare
a scuola un laboratorio significativo, in cui gli alunni
possono sviluppare un progetto iniziale, legato alla
risoluzione di un problema, scegliere, ricercare e raccogliere
i materiali, realizzare un prodotto finale e valutare
la sua rispondenza al problema iniziale.
In tutto ciò è implicita e irrinunciabile
l'attività pratica di manipolazione dei materiali
e di costruzione attiva, che deve naturalmente essere
affiancata nelle varie fasi dall'attività linguistica-descrittiva
e dall'attività grafica, per fare in modo che
l'esperienza diretta si trasformi in sapere formalizzato.
Per quanto riguarda l'lnformatica, ormai è
innegabile il fatto che i bambini si avvicinano alle
nuove tecnologie, in forma diretta e talvolta immersiva,
fin dai primi anni di vita. La scuola quindi non può
assolutamente ignorare questi mezzi, infatti l'introduzione
dell'lnformatica nella scuola è in atto ormai
da diversi anni. Essa è stata oggetto di diversi
piani di intervento ministeriali e, ultimamente, di
un' opera nazionale di formazione degli insegnanti (sono
in corso i corsi di tipo A e B previsti dal Piano Nazionale
di Formazione sulle TIC - circ. min. 55/2002).
Nelle Indicazioni vengono individuate le abilità
che gli alunni dovranno acquisire al termine di ogni
classe o biennio, secondo una successione piuttosto
lineare che tende a insegnare l'uso della macchina.
Ma l'utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica
contiene in sé molteplici implicazioni e i nuovi
media, se utilizzati nelle loro potenzialità,
possono migliorare i processi dell'apprendimento.
Attualmente quasi tutte le scuole elementari sono dotate
di mezzi informatici, ma il punto su cui bisogna interrogarsi
è: quanto questa informatizzazione ha una ricaduta
reale nell'attività didattica? l computer sono
diventati una "risorsa" per le discipline
o sono rimasti semplicemente strumenti fini a se stessi?
Hanno portato una reale crescita negli apprendimenti
o sono soltanto dei facilitatori e quindi degli strumenti
che rischiano anche di abbassare l'impegno degli alunni?
E, infine, come fare ad attuare una didattica efficace
che riesca a utilizzare l'lnformatica all'interno delle
varie discipline, come strumento capace di aggiungere
qualcosa al normale insegnamento?
È chiaro che l'uso del computer non può
essere ridotto al suo insegnamento, in modo avulso dalle
altre discipline didattiche, ma è necessario
realizzare un insegnamento "con i computer"
che, attraverso l'uso costante delle macchine, porti
all'acquisizione e all'uso delle conoscenze strumentali
di base: uso di scrittura elettronica, costruzione di
archivi, di modelli, di ipertesti e multimedia, navigazione
in web, ecc. al fine di mettere gli alunni in grado
gli alunni di essere consapevoli dinanzi alle macchine
e di saperle valutare e adattare alle proprie esigenze.
Tutto ciò rende ancor più necessaria un'opera
di progettazione puntuale e costante del contesto educativo,
in cui devono trovare il giusto equilibrio esperienza
diretta, dialogo, libro, computer ecc.
Marina Andalò, (LA VITA SCOLASTICA, 20
giugno 2003, n.18)
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