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Tecnologia e informatica...
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Fresco di stampa

28 giugno 2003
Tecnologia e informatica: una nuova disciplina introdotta con le nuove Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria volute dal ministro Letizia Moratti.
Per tutti
 

Nelle Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati viene introdotta nella scuola primaria (ex scuola elementare)una nuova disciplina: "Tecnologia e informatica". Di questo ambito disciplinare vengono indicati gli obiettivi specifici di apprendimento per le varie classi e vengono individuati nel laboratorio di attività informatiche e nel laboratorio di attività e di progettazione i luoghi in cui gli obiettivi esplicitati nelle indicazioni devono essere sviluppati e trasformati in competenze degli alunni.
Le Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni nazionali per i Piani di studio personalizzati comprendono una parte inerente alla didattica delle discipline di studio, in cui si chiariscono il significato e le implicazioni dell'inserimento della Tecnologia e dell'lnformatica nella scuola.
Per quanto riguarda la Tecnologia. si dice che la sua anticipazione fin dal primo anno della scuola primaria è giustificata dal fatto che i bambini sono immersi in una realtà sempre più artificiale e vivono circondati dai prodotti della tecnica: è quindi necessario sviluppare negli alunni una consapevolezza d'uso che li renda via via sempre più coscienti, intelligenti, informati, responsabili degli oggetti tecnologici e non solo fruitori-consumatori.
Cosa significa praticamente introdurre nella scuola un curricolo di Tecnologia? È necessario fare alcune riflessioni.
Innanzitutto occorre sottolineare l'interclisciplinarità del sapere tecnologico. Sarebbe inutile e privo di senso considerare la Tecnologia come una materia avulsa dalle altre e scollata dai vari percorsi disciplinari. La Tecnologia è legata alla Storia laddove si esaminano i progressi fatti dall'uomo, alla Geografia nel momento in cui si vede come l'uomo ha agito sull'ambiente, alla Scienza quando si esamina quali saperi ha utilizzato o quali scoperte ha raggiunto, all'Arte quando si scopre il design dei manufatti tecnologici.
Appare dunque indispensabile creare percorsi trasversali e di connessione con le altre discipline.
La seconda riflessione riguarda il legame che bisogna necessariamente stabilire tra l'ambiente in cui il fanciullo vive e le attività proposte nel curricolo di Tecnologia, per dare un senso all'apprendimento di questa disciplina. Se, infatti, per Tecnologia si intende Io studio di tutto ciò che è artificiale, bisogna cercare di far comprendere al bambino le esigenze e i bisogni che hanno spinto l'uomo a mettere in pratica certi processi o a realizzare determinati interventi; si può quindi procedere all'individuazione dei vari atti di trasformazione: progettazione, produzione, manutenzione ecc. senza dimenticare le eventuali problematiche di impatto ambientale.
Ecco quindi la necessità sia di uno sviluppo graduale del curricolo che si allarghi progressivamente dall'analisi degli oggetti tecnologici nei contesti più vicini al bambino (nelle abitazioni. a scuola ecc.) fino alla città e al territorio, e anche la necessità di un curricolo locale che offra la possibilità di cogliere la specificità tecnologica del territorio in cui si colloca la scuola.
Partendo quindi dall'osservazione sistematica dell'ambiente in cui si vive, si cercherà di cogliere gli elementi naturali e artificiali e gli interventi attuati dall'uomo, per capire il funzionamento, l'uso e il ruolo degli artefatti nella vita delle persone che vivono in quel territorio. A partire da ciò dovremmo realizzare a scuola un laboratorio significativo, in cui gli alunni possono sviluppare un progetto iniziale, legato alla risoluzione di un problema, scegliere, ricercare e raccogliere i materiali, realizzare un prodotto finale e valutare la sua rispondenza al problema iniziale.
In tutto ciò è implicita e irrinunciabile l'attività pratica di manipolazione dei materiali e di costruzione attiva, che deve naturalmente essere affiancata nelle varie fasi dall'attività linguistica-descrittiva e dall'attività grafica, per fare in modo che l'esperienza diretta si trasformi in sapere formalizzato.
Per quanto riguarda l'lnformatica, ormai è innegabile il fatto che i bambini si avvicinano alle nuove tecnologie, in forma diretta e talvolta immersiva, fin dai primi anni di vita. La scuola quindi non può assolutamente ignorare questi mezzi, infatti l'introduzione dell'lnformatica nella scuola è in atto ormai da diversi anni. Essa è stata oggetto di diversi piani di intervento ministeriali e, ultimamente, di un' opera nazionale di formazione degli insegnanti (sono in corso i corsi di tipo A e B previsti dal Piano Nazionale di Formazione sulle TIC - circ. min. 55/2002).
Nelle Indicazioni vengono individuate le abilità che gli alunni dovranno acquisire al termine di ogni classe o biennio, secondo una successione piuttosto lineare che tende a insegnare l'uso della macchina. Ma l'utilizzo delle nuove tecnologie nella didattica contiene in sé molteplici implicazioni e i nuovi media, se utilizzati nelle loro potenzialità, possono migliorare i processi dell'apprendimento.
Attualmente quasi tutte le scuole elementari sono dotate di mezzi informatici, ma il punto su cui bisogna interrogarsi è: quanto questa informatizzazione ha una ricaduta reale nell'attività didattica? l computer sono diventati una "risorsa" per le discipline o sono rimasti semplicemente strumenti fini a se stessi? Hanno portato una reale crescita negli apprendimenti o sono soltanto dei facilitatori e quindi degli strumenti che rischiano anche di abbassare l'impegno degli alunni? E, infine, come fare ad attuare una didattica efficace che riesca a utilizzare l'lnformatica all'interno delle varie discipline, come strumento capace di aggiungere qualcosa al normale insegnamento?
È chiaro che l'uso del computer non può essere ridotto al suo insegnamento, in modo avulso dalle altre discipline didattiche, ma è necessario realizzare un insegnamento "con i computer" che, attraverso l'uso costante delle macchine, porti all'acquisizione e all'uso delle conoscenze strumentali di base: uso di scrittura elettronica, costruzione di archivi, di modelli, di ipertesti e multimedia, navigazione in web, ecc. al fine di mettere gli alunni in grado gli alunni di essere consapevoli dinanzi alle macchine e di saperle valutare e adattare alle proprie esigenze.
Tutto ciò rende ancor più necessaria un'opera di progettazione puntuale e costante del contesto educativo, in cui devono trovare il giusto equilibrio esperienza diretta, dialogo, libro, computer ecc.

Marina Andalò, (LA VITA SCOLASTICA, 20 giugno 2003, n.18)

 
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