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Ins.
Marinella Tranquilli
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C'è
una scuola grande come il mondo.
Ci
insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali,
le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino ad arrabbiarsi...
Gianni
Rodari
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I giochi olimpici sono terminati e sembra passato ormai
tanto tempo. Le notizie dal mondo ci rattristano ogni
giorno di più. Solo una riflessione sul senso
del gioco e sul suo passaggio da bisogno primario a
fattore di cultura, ci può aiutare. Per il bambino
il gioco è un fatto naturale, è la sua
prima forma di attività. Anche il cucciolo dell'uomo
sperimenta le sue capacità attraverso un lungo
esercizio giocoso, fino a costruire una identità
e un proprio mondo. Molti gli autori che hanno dato
dignità al gioco rilevando le sue implicazioni
sociologiche e psicopedagogiche, il suo essere un'attività
disinteressata, un atto libero. Ricordiamo tra gli altri
Huizinga, Callois, Erikson.
Umberto Eco evidenzia come il gioco venga messo sempre
più in secondo piano con il progredire della
cultura. Ci appare immediata la profonda contraddizione
nascosta nell'evolversi della nostra società.
Se è essenziale per la cultura, l'aspetto ludico
dovrebbe progredire con essa. Perché impedirne
il naturale sviluppo? Bateson parla di struttura a buccia
di cipolla spiegando che la comunicazione nel gioco
non deve rispettare regole rigide che non ammettono
l'umorismo, l'arte e la fantasia negando la vita stessa
e dichiara: "Abbiamo bisogno di pasticci, d'intersezioni
fra le varie bucce, di un po' di gioco tra una cornice
e l'altra."
Le origini delle pratiche di gioco si perdono nella
notte dei tempi fino a giungere misteriosamente ai nostri
giorni in un filo ininterrotto. Tra esse chi non ricorda
la campana, gioco prevalentemente femminile?
Risale ai Babilonesi e si collega ad antiche pratiche
astrologiche. Certo con la rivoluzione tecnologica che
ci ha investito in questi anni, i giochi classici sembrano
ormai inesorabilmente scomparsi. Eppure ci appare fondamentale
accanto ai nuovi strumenti multimediali riscoprire quegli
svaghi così coinvolgenti che vedono tutto il
corpo partecipe . Gli unici che riescono a ricostituire
quell'unità psicosomatica di cui è fatto
l'uomo, offrendo equilibrio e serenità.
La Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia
adottata dall'assemblea generale dell'ONU il 20 novembre
1989, all'articolo 21 recita: "Gioco e svago -
Gli Stati parte alla presente Convenzione riconoscono
il diritto del bambino al riposo e allo svago, a dedicarsi
al gioco e ad attività ricreative appropriate
alla sua età, e a partecipare liberamente alla
vita culturale e alle arti".
Il gioco a scuola ha sempre avuto un
ruolo preminente soprattutto nel motivare l'apprendimento
e nel favorire la creatività. Molti esperti gli
attribuiscono un ruolo essenziale nella gestione delle
classi difficili dove un gran numero di bambini presentano
sensibili forme di disagio. Sembra che le metodologie
fondate sul gioco risultino particolarmente efficaci
per stemperare i conflitti e apprendere le regole di
convivenza. Vorrei segnalare un libro che presenta un
bel campionario di giochi da poter effettuare in classe:
"Anche i cattivi giocano" di Rosemarie Portman,
Collana Partenze a cura di Daniele Novara.
Centri per la valorizzazione del gioco.
In Italia sono sorte molte iniziative per favorire il
gioco ma non riscuotono troppo l'attenzione dei media.
A Torino abbiamo il Centro per la Cultura Ludica, nato
in collaborazione con il Comitato Italiano Gioco Infantile,
è un centro di formazione, ricerca e documentazione,
spazio culturale, laboratorio, mercato, spazio espositivo
e di scambio. Al suo interno esiste un gruppo: "Gioco
in Ospedale" per accompagnare il bambino all'intervento
chirurgico. Il Centro organizza anche una serie di mostre
itineranti: I percorsi della memoria, La bustina dello
zucchero, Giochi di vento, Sull'uovo, Da Roma per gioco,
Le culture in gioco. Per informazioni: Via Fiesole,
15 - 10151 Torino. Tel. 0114439400 e-mail:
Lab.ludica@comune.torino.it.
Esiste poi un Centro Internazionale Ludoteche, via del
Proconsolo, 15 - 50122 Firenze. Tel. 0552728920 - http://www.cil-ludoteca.com.
Un'Associazione dei Ludobus italiani: ALI per giocare
la cui segreteria informativa è c/o Tanaliberatutti
Riccione -RN- Tel.:0541644920 sito: tanaliberatutti@libero.it,
il sito dei ludobus: http://www.ludobus.it.
Il 29 e 30 maggio a S.Benedetto del Tronto, in occasione
della Giornata mondiale del gioco ha avuto luogo una
bellissima manifestazione dal titolo: La città
a soqquadro. Tra le varie iniziative un convegno "Diamo
un diritto al gioco" presso il Cineteatro Calabresi,
la mattina del 29 la mostra "I percorsi della memoria"
e infine "Giochi di piazza per tutti".
Si terrà a Parma il 7° Incontro Nazionale
dei Ludobus e delle Ludoteche dal 16 al 19 settembre
2004 dal titolo "Il mondo si fa spazio".
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