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Il gioco ha una struttura a buccia di cipolla
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La scuola disincantata

4 ottobre 2004
Il gioco ha una struttura a buccia di cipolla
L'uomo non smette di giocare perché invecchia ma invecchia perché smette di giocare
(G.B. Shaw)

Ins. Marinella Tranquilli email

C'è una scuola grande come il mondo.

Ci insegnano maestri, professori,
avvocati, muratori,
televisori, giornali,
cartelli stradali,
il sole, i temporali,
le stelle.
Ci sono lezioni facili
e lezioni difficili,
brutte, belle e così così.
Ci si impara a parlare, a giocare,
a dormire, a svegliarsi,
a voler bene e perfino ad arrabbiarsi...

Gianni Rodari


I giochi olimpici sono terminati e sembra passato ormai tanto tempo. Le notizie dal mondo ci rattristano ogni giorno di più. Solo una riflessione sul senso del gioco e sul suo passaggio da bisogno primario a fattore di cultura, ci può aiutare. Per il bambino il gioco è un fatto naturale, è la sua prima forma di attività. Anche il cucciolo dell'uomo sperimenta le sue capacità attraverso un lungo esercizio giocoso, fino a costruire una identità e un proprio mondo. Molti gli autori che hanno dato dignità al gioco rilevando le sue implicazioni sociologiche e psicopedagogiche, il suo essere un'attività disinteressata, un atto libero. Ricordiamo tra gli altri Huizinga, Callois, Erikson.
Umberto Eco evidenzia come il gioco venga messo sempre più in secondo piano con il progredire della cultura. Ci appare immediata la profonda contraddizione nascosta nell'evolversi della nostra società. Se è essenziale per la cultura, l'aspetto ludico dovrebbe progredire con essa. Perché impedirne il naturale sviluppo? Bateson parla di struttura a buccia di cipolla spiegando che la comunicazione nel gioco non deve rispettare regole rigide che non ammettono l'umorismo, l'arte e la fantasia negando la vita stessa e dichiara: "Abbiamo bisogno di pasticci, d'intersezioni fra le varie bucce, di un po' di gioco tra una cornice e l'altra."
Le origini delle pratiche di gioco si perdono nella notte dei tempi fino a giungere misteriosamente ai nostri giorni in un filo ininterrotto. Tra esse chi non ricorda la campana, gioco prevalentemente femminile? Risale ai Babilonesi e si collega ad antiche pratiche astrologiche. Certo con la rivoluzione tecnologica che ci ha investito in questi anni, i giochi classici sembrano ormai inesorabilmente scomparsi. Eppure ci appare fondamentale accanto ai nuovi strumenti multimediali riscoprire quegli svaghi così coinvolgenti che vedono tutto il corpo partecipe . Gli unici che riescono a ricostituire quell'unità psicosomatica di cui è fatto l'uomo, offrendo equilibrio e serenità.
La Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia adottata dall'assemblea generale dell'ONU il 20 novembre 1989, all'articolo 21 recita: "Gioco e svago - Gli Stati parte alla presente Convenzione riconoscono il diritto del bambino al riposo e allo svago, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative appropriate alla sua età, e a partecipare liberamente alla vita culturale e alle arti".
Il gioco a scuola ha sempre avuto un ruolo preminente soprattutto nel motivare l'apprendimento e nel favorire la creatività. Molti esperti gli attribuiscono un ruolo essenziale nella gestione delle classi difficili dove un gran numero di bambini presentano sensibili forme di disagio. Sembra che le metodologie fondate sul gioco risultino particolarmente efficaci per stemperare i conflitti e apprendere le regole di convivenza. Vorrei segnalare un libro che presenta un bel campionario di giochi da poter effettuare in classe: "Anche i cattivi giocano" di Rosemarie Portman, Collana Partenze a cura di Daniele Novara.

Centri per la valorizzazione del gioco.
In Italia sono sorte molte iniziative per favorire il gioco ma non riscuotono troppo l'attenzione dei media. A Torino abbiamo il Centro per la Cultura Ludica, nato in collaborazione con il Comitato Italiano Gioco Infantile, è un centro di formazione, ricerca e documentazione, spazio culturale, laboratorio, mercato, spazio espositivo e di scambio. Al suo interno esiste un gruppo: "Gioco in Ospedale" per accompagnare il bambino all'intervento chirurgico. Il Centro organizza anche una serie di mostre itineranti: I percorsi della memoria, La bustina dello zucchero, Giochi di vento, Sull'uovo, Da Roma per gioco, Le culture in gioco. Per informazioni: Via Fiesole, 15 - 10151 Torino. Tel. 0114439400 e-mail: Lab.ludica@comune.torino.it.
Esiste poi un Centro Internazionale Ludoteche, via del Proconsolo, 15 - 50122 Firenze. Tel. 0552728920 - http://www.cil-ludoteca.com. Un'Associazione dei Ludobus italiani: ALI per giocare la cui segreteria informativa è c/o Tanaliberatutti Riccione -RN- Tel.:0541644920 sito: tanaliberatutti@libero.it, il sito dei ludobus: http://www.ludobus.it.
Il 29 e 30 maggio a S.Benedetto del Tronto, in occasione della Giornata mondiale del gioco ha avuto luogo una bellissima manifestazione dal titolo: La città a soqquadro. Tra le varie iniziative un convegno "Diamo un diritto al gioco" presso il Cineteatro Calabresi, la mattina del 29 la mostra "I percorsi della memoria" e infine "Giochi di piazza per tutti".
Si terrà a Parma il 7° Incontro Nazionale dei Ludobus e delle Ludoteche dal 16 al 19 settembre 2004 dal titolo "Il mondo si fa spazio".

 
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