
| Buon Giorno |
| sabato 19 maggio 2012 |
| ore 09:42:36 |
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La città: "Ascoli Piceno, tra
arte e storia"
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L'antica città si svela a poco a poco all'attento
viaggiatore che percorre le sue rue, facendogli scoprire il
valore di spazi e architetture sviluppate nel tempo e gli
elementi decorativi che la rendono unica: architravi, lesene,
fregi, portali, capitelli.
Il travertino, carattere unificante di tutti
gli edifici pubblici e privati, lo ritroviamo sia nelle strutture
portanti che nelle finiture e nei decori, si determina così
quell’aspetto compatto e armonico che definisce l’identità
di Ascoli.
L'abitato storico, prodotto da circa 2500 anni
di storia, presenta una struttura ricca e complessa, nella
quale possiamo facilmente rintracciare i caratteri artistici
e urbani di un'Ascoli preromana, romana, medievale, rinascimentale,
barocca, neoclassica e moderna.
Osservando le numerosissime chiese, da quelle
dei primi insediamenti paleocristiani sovrapposte ai templi
romani, ai luoghi di culto medievali, dai complessi della
tradizione monastica e conventuale, alle chiese barocche,
si comprende come i simboli religiosi costituiscano un elemento
pervasivo nella qualità architettonica e storico-artistica
del tessuto urbano della città.
Un elemento di originalità è rappresentato
dalla semplicità dei modelli romanici di alcuni edifici
religiosi; il sobrio stile romanico-gotico che caratterizza
le basiliche ascolane: S. Francesco, S. Pietro Martire, S.
Agostino, è dovuto anche al protrarsi nel tempo dell'assetto
finale.
Nella Piazza
del Popolo, antico forum romano, e nella vicina Piazza
Arringo, i segni del sociale e del mercantile si aggiungono
a quelli che ci rappresentano l'avvicendarsi dei poteri religiosi
e laici e quindi le scelte politiche e religiose espresse
dalla città nel corso della storia.
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Cenni
storici
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Il territorio compreso tra il Tronto e il Castellano
fu abitato fin dalle più remote epoche preistoriche.
Durante i mille anni che precedono la nascita
di Cristo, si sviluppò nel medio Adriatico la civiltà
picena, caratterizzata da numerosi piccoli centri abitati,
dislocati in un’area compresa tra i fiumi Foglia e Pescara;
tra essi Ascoli ricoprì probabilmente un ruolo fondamentale
come centro dei traffici commerciali, tra le diverse popolazioni
italiche e con altre civiltà europee e orientali. L’eterogenea
popolazione risentiva dei flussi migratori provenienti dalla
Grecia, dall’Anatolia, dall’India e dal Nord Europa.
Quando Ascoli, nell’89 a.C., dopo un lungo assedio,
fu conquistata dai Romani possedeva già una doppia
cinta muraria difensiva, diversi templi, il ponte di Cecco,
un teatro e la via Salaria. Saccheggiata e distrutta, a distanza
di pochi decenni fu ricostruita splendidamente, arricchita
di numerosi nuovi edifici monumentali: templi, fognature,
teatro, anfiteatro, terme, ecc.
Nell’Alto Medioevo fu dominata dai Bizantini
e poi dai Longobardi del Ducato di Spoleto. I ritrovamenti
di una ricca necropoli, presso Castel Trosino, costituiscono
una preziosa testimonianza di questo travagliato periodo storico.
La gran parte dei reperti, (raffinati monili in oro), sono
conservati nel Museo dell'Alto Medioevo "Pigorini"
di Roma.
Nel 1183 nacque il libero Comune ascolano: il
potere civile, dalle mani dei vescovi-conti, passò
al podestà. Ascoli, nelle alterne vicende della lotta
tra Papato e Impero, si schierò prevalentemente a favore
di quest’ultimo fino al 1266 quando tornò sotto il
dominio della Santa Sede ma mantenne molte libertà
comunali.
La città medievale possedeva, oltre ad
una cinta muraria fortificata che aveva sostituito quella
romana, ben duecento torri, in gran parte distrutte da Federico
II durante il saccheggio nel 1242; oggi è possibile
rintracciarne una cinquantina, per lo più inglobate
in abitazioni civili o trasformate in campanili.
Durante la seconda metà del ‘400, Ascoli
visse un periodo estremamente ricco culturalmente, con la
presenza di numerosi artisti e intellettuali che operavano
in tutta Europa. Si assiste ad uno sviluppo edilizio notevolissimo
teso verso il riordinamento urbano, al fine di ammodernare
le abitazioni private e abbellire gli edifici pubblici; l’esempio
più importante è dato dal grande progetto rinascimentale
di Piazza del Popolo. Furono anni segnati da sanguinose risse
tra le opposte fazioni guelfe e ghibelline e dalle continue
guerre contro Fermo.
Durante i secoli XVII e XVIII la città
attraversò una profonda crisi economica ma visse anche
un lungo periodo di pace fino a quando il brigantaggio e l’occupazione
delle truppe napoleoniche portarono ad una ripresa delle lotte
e delle devastazioni.
Ascoli entrò a far parte del Regno d’Italia
con il Plebiscito del 1860 e fu dichiarata capoluogo di una
delle quattro province delle Marche.
Nel 1943 fu tra le prime e poche città
italiane a ribellarsi ai nazi-fascisti respingendo, con il
sacrificio di molte giovani vite, il tentativo di occupazione.
Come degno riconoscimento le è stata assegnata la medaglia
d'oro alla Resistenza.
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Ascoli,
le forme, i colori, i sapori.
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L'artigianato artistico ascolano, oggi, è rappresentato
soprattutto dall'abbondante produzione della ceramica, che
attraverso i numerosi laboratori, diffusi nel centro storico,
vede la creazione di manufatti artigianali che fondono l'originalità
degli stili innovativi con la qualità dei decori tradizionali.
L'arte
della ceramica costituisce l'espressione di una
cultura locale ricca e autentica che affonda le sue radici
in un passato che ha visto fiorenti anche la lavorazione del
ferro battuto, del rame, della pietra (il travertino) e il
ricamo (tombolo e numerosi
punti antichi). Oggi è possibile ritrovarne qualche
raro esempio in piccole località della Provincia. Tra
le attività ormai scomparse ricordiamo l'allevamento
del baco da seta, la coltivazione e la tessitura della canapa.
La giostra della Quintana,
rievocazione storica di rilievo, con i sui 1500 figuranti
che sfilano per le vie principali del Centro, vede protagonisti
gli abili cavalieri, che hanno il compito di difendere i colori
dei diversi sestieri che dividevano la città nel '400:
Porta Tufilla, Piazzarola, Porta Solestà, Porta Romana,
S. Emidio, Porta Maggiore. Muniti di lancia, con numerosi
assalti, si scagliano per colpire nel centro il bersaglio,
costituito da una figura in legno, rappresentante il saraceno,
il nemico; il cavaliere che totalizza più punti conquista
l'artistico palio. La città per l'occasione si trasforma:
i vivaci colori dei velluti, il rame brillante delle armature,
il suono delle chiarine e dei tamburi, restituiscono, alle
antiche mura, un'autentica atmosfera medievale, ricreando,
per qualche giorno, quel clima di passione per il gioco e
di competizione per le sorti del proprio sestiere.
La giostra medievale ascolana, tornata in vita fin dal lontano
1955, si svolge, ogni anno, la prima domenica di agosto in
occasione della festa patronale di S. Emidio, così
come accadeva nell'antichità; da alcuni anni si tiene
anche un'edizione straordinaria, a luglio, in notturna.
Il Carnevale
storico, ascolano si svolge nella scenografica Piazza del
Popolo e nelle adiacenti vie medievali. La festa popolare
è animata da centinaia di maschere singole e a gruppi
che interpretano lo spirito di allegria e di buonumore dei
cittadini parodiando, con ironia, fatti della vita quotidiana
e politica, episodi di cronaca o di costume o comportamenti
paradossali. Viene così rinnovata una manifestazione
che coinvolge tutti, con scherzi e balli popolari e che ha
prodotto anche una maschera locale:
'lu Sfrigne' (sorta di
barbone o macchietta, munito di ombrello aperto dalle cui
stecche pendono aringhe etc.). Nei giorni di Carnevale la
gente di Ascoli e dei paesi vicini si improvvisa protagonista,
rievocando così un passato di splendide e autentiche
feste collettive, espressione di un antico rito liberatorio.
La tradizione gastronomica ascolana è antichissima,
come risulta da documenti di epoca romana, ed è in
grado di offrire ricchi e diversi sapori. Il piatto caratteristico
è il
fritto misto all'ascolana
costituito dalla cotoletta di agnello, dai cremini
(tocchetti di crema impanati), dai carciofi o zucchine (passati
nella farina e nell'uovo) e dalle olive
ripiene e impanate come elemento fondamentale.
Alcuni piatti sono legati a festività cristiane, altri
a riti propiziatori pagani legati al Carnevale, tra questi
ultimi ricordiamo i ravioli fritti e lessi, con ripieno di
carne o dolci, fritti con ripieno di castagne, ricotta o crema.
In occasione della Pasqua vengono preparati pizze agrodolci
(con poco zucchero) ricche di uvetta e canditi e pizze salate
con formaggio pecorino inoltre i saporiti piconi: una sorta
di ravioli con ripieno di uova e formaggio, cotti al forno.
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