| Il
travertino (Dal travertino alla cava)
INTRODUZIONE
Dall’osservazione diretta
dei monumenti del centro storico si rileva l’uso del
travertino nell’edilizia soprattutto del passato.
Come mai?
E’una pietra del nostro territorio.
Andiamo a visitare una cava dell’Acquasantano: un’emozione
per tutti! Raccontiamo con testi e poesie.
Portiamo in aula dei frammenti su cui proviamo a riprodurre
i monumenti osservati o alcuni loro elementi.
Classi
3^ e 4^C Malaspina
Nella Cava di travertino
Rispetto a quelle gigantesche pietre
di travertino mi sentivo un microbo; mi sembravano mostri
grigi. La cosa più buffa era che avevamo delle buste
sui piedi per non sporcarci le scarpe dal fango e dalla terra:
astronauti alla scoperta delle cave!
Ero circondato da massi di pietra, le spaccature sembravano
ferite rimarginate. Dei signori stavano sopra a queste lastre,
ogni volta che si avvicinavano alla sega a catena avevo un
po’ di paura a pensare che ci si potevano tagliare un
dito.
Anche per le cave la tecnologia è aumentata notevolmente:
per dei lavori, prima, ci volevano quindici giorni, adesso
con delle nuove macchine occorrono un solo giorno: sorprendente!
Composizioni
Il re travertino
In una crepa cresceva rigoglioso
Il fico
E vedere ogni giorno un fico
Nato tra il travertino, non è poco.
LA sega andava su e giù quasi ridacchiando.
Polvere mormorava, neve ridacchiava.
Io ero una formica, una coccinella,
un microbo di uomo, comunque.
Loro mostri grigi e le spaccature
Come ferite rimarginate attraversavano
Il corpo della roccia.
E’ più antico dell’uomo il travertino
Mi dicono.
M’inchino al travertino.
Debora C.,
Giorgio C., Pietropaolo C., Flavia M., Classe 4^C Malaspina
Filastrocca del travertino
Da dentro al pulmino
Vedo il travertino:
Si apre lo sportello
Dio che bello!
Guarda quella lastra
E’ tutta grigiastra…
Guarda quel fico
Della pietra è diventato amico.
Sono come giganti
Quei massi tutti bianchi.
Sono tutti forati,
sembrano quasi morsicati.
Ma già dobbiamo tornare
Sui banchi a studiare.
Mi sono divertita
Lo ricorderò per il resto della vita.
Flavia M.
4^ C Malaspina
Una giornata portentosa
Quanto era lato il travertino
Io, solo un omino!
Quanto era duro
Quel grande muro….
Sembravamo dei cavatori
O forse dei muratori?
E quante macchine potenti
Sembravano giganti imponenti,
insomma è stata una giornata fangosa
ma anche portentosa.
Francesco
P. 3 ^ C Malaspina
Tino e il travertino
Tino estrae il travertino nel territorio
circostante il fiume Tronto.
Sulle orme del trisavolo lo taglia e l trasporta come cubi
e come lastre.
Tribola con altri tre, tredici ore al giorno per trenta giorni.
Lo trafora, lo martella, lo trasforma per tralucenti monumenti.
Con il trapano e le seghe fa tremare terra, tetti e tralci;
poi tranquillo tra le pietre – Che fame tremenda….
E si nutre di trifogli, trippa con tartufi trifolati.
A tramonto, quando arriva la truppa da Treviso, termina il
terribile trambusto: al trillo della tromba.
Allora Tino come un treno torna a casa, come un topo nella
tana a riposare.
Classe 4^C
Malaspina
L’uomo e la pietra
Le nuvole grigie sembrano onde
minacciose
Che intrappolano noi bambini.
E’ una tignosa fangosa piovosa
Appiccicosa giornata di fine Novembre
Alle cave.
Ah, come mi sento piccola
Sembro Pollicina
In mezzo a queste mura di travertino.
I blocchi sono candide
Casse colme di soldi.
Ho pensato agli uomini
Di tanto tempo fa:
lavoro duro, a mani nude.
Poverini, che fatica!
Un poco mi sono commossa.
Carlo
B., Francesca C., Eleonora C., Giovanni T. Classe 3^ C Malaspina
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