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sabato 19 maggio 2012
ore 10:08:41



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Il travertino (Dal travertino alla cava)

INTRODUZIONE

Dall’osservazione diretta dei monumenti del centro storico si rileva l’uso del travertino nell’edilizia soprattutto del passato.
Come mai?
E’una pietra del nostro territorio.
Andiamo a visitare una cava dell’Acquasantano: un’emozione per tutti! Raccontiamo con testi e poesie.
Portiamo in aula dei frammenti su cui proviamo a riprodurre i monumenti osservati o alcuni loro elementi.

Classi 3^ e 4^C Malaspina


Nella Cava di travertino

Rispetto a quelle gigantesche pietre di travertino mi sentivo un microbo; mi sembravano mostri grigi. La cosa più buffa era che avevamo delle buste sui piedi per non sporcarci le scarpe dal fango e dalla terra: astronauti alla scoperta delle cave!
Ero circondato da massi di pietra, le spaccature sembravano ferite rimarginate. Dei signori stavano sopra a queste lastre, ogni volta che si avvicinavano alla sega a catena avevo un po’ di paura a pensare che ci si potevano tagliare un dito.
Anche per le cave la tecnologia è aumentata notevolmente: per dei lavori, prima, ci volevano quindici giorni, adesso con delle nuove macchine occorrono un solo giorno: sorprendente!

 

Composizioni

Il re travertino

In una crepa cresceva rigoglioso
Il fico
E vedere ogni giorno un fico
Nato tra il travertino, non è poco.
LA sega andava su e giù quasi ridacchiando.
Polvere mormorava, neve ridacchiava.
Io ero una formica, una coccinella,
un microbo di uomo, comunque.
Loro mostri grigi e le spaccature
Come ferite rimarginate attraversavano
Il corpo della roccia.
E’ più antico dell’uomo il travertino
Mi dicono.
M’inchino al travertino.

Debora C., Giorgio C., Pietropaolo C., Flavia M., Classe 4^C Malaspina

Filastrocca del travertino

Da dentro al pulmino
Vedo il travertino:
Si apre lo sportello
Dio che bello!
Guarda quella lastra
E’ tutta grigiastra…
Guarda quel fico
Della pietra è diventato amico.
Sono come giganti
Quei massi tutti bianchi.
Sono tutti forati,
sembrano quasi morsicati.
Ma già dobbiamo tornare
Sui banchi a studiare.
Mi sono divertita
Lo ricorderò per il resto della vita.

Flavia M. 4^ C Malaspina


Una giornata portentosa

Quanto era lato il travertino
Io, solo un omino!
Quanto era duro
Quel grande muro….
Sembravamo dei cavatori
O forse dei muratori?
E quante macchine potenti
Sembravano giganti imponenti,
insomma è stata una giornata fangosa
ma anche portentosa.

Francesco P. 3 ^ C Malaspina


Tino e il travertino

Tino estrae il travertino nel territorio circostante il fiume Tronto.
Sulle orme del trisavolo lo taglia e l trasporta come cubi e come lastre.
Tribola con altri tre, tredici ore al giorno per trenta giorni.
Lo trafora, lo martella, lo trasforma per tralucenti monumenti.
Con il trapano e le seghe fa tremare terra, tetti e tralci; poi tranquillo tra le pietre – Che fame tremenda….
E si nutre di trifogli, trippa con tartufi trifolati.
A tramonto, quando arriva la truppa da Treviso, termina il terribile trambusto: al trillo della tromba.
Allora Tino come un treno torna a casa, come un topo nella tana a riposare.

Classe 4^C Malaspina


L’uomo e la pietra

Le nuvole grigie sembrano onde minacciose
Che intrappolano noi bambini.

E’ una tignosa fangosa piovosa
Appiccicosa giornata di fine Novembre
Alle cave.

Ah, come mi sento piccola
Sembro Pollicina
In mezzo a queste mura di travertino.
I blocchi sono candide
Casse colme di soldi.

Ho pensato agli uomini
Di tanto tempo fa:
lavoro duro, a mani nude.
Poverini, che fatica!
Un poco mi sono commossa.

Carlo B., Francesca C., Eleonora C., Giovanni T. Classe 3^ C Malaspina

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