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"Racconti favole poesie 2003"
Anche quest'anno alcuni racconti
e poesie composte dagli alunni del Circolo sono stati pubblicati
nel volume "Racconti favole poesie", a cura del
Comune di Ascoli Piceno -Assessorato alla Pubblica Istruzione
.Il volume nasce in seguito al Progetto educativo e didattico
rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie di Ascoli
Piceno (a.s.2001/02) denominato: "I miei racconti";
libere ispirazioni tra realtà fantasia e tradizioni.
Storia
del punto e-a- mangiare
Nella famiglia della punteggiatura
vivono Mamma Virgola, Papà Punto Esclamativo, e i loro
figli: Punto Interrogativo, un curiosane che fa sempre domande,
Punto Fermo, tranquillo tranquillo, che si siede alla fine
di ogni frase, e poi c'è suo Fratello Punto e-a Mangiare,
noto per lo più ai scolari.
Si usa quando è da poco suonata la campanella della
ricreazione e la pancia brontola e i piedi vogliono correre
nel corridoio e la maestra finisce di dettare.
A proposito, cosa fa il Punto e -a Mangiare? Fa scartare cornetti,
pizze, pizzette, tegolini e biscottini.
Che divertimento in tutte le classi! Pure in Punto e-a Mangiare,
anche lui mangia le merendine, infatti è tondo tondo
con la bocca grande, gira in tutte le scuole e io credo che
esisterà anche in futuro, quando i bambini forse mangeranno
il tempo, il vento e morbidi metalli.
Giorgio Cl.2^C Malaspina
Sempre
sulla "noctiluca scintillans"
Un giorno la maestra ci ha letto
a scuola un articolo scientifico che parlava di un' alga rossa
chiamata " Noctiluca Scintillans " , trovata recentemente
nel mar Adriatico.
Per un istante mi sono distratto e ho iniziato a sognare.
Una volta Noctiluca Scintillans incontrò sul fondo
marino uno scarpone di nome Tonino.
Apparteneva ad un vecchio marinaio che un giorno , sul ponte
della sua nave , inciampò in un secchio e,una volta
rialzatosi , diede un calcio al secchio che finì in
mare insieme al suo scarpone destro ,Tonino appunto .
Tonino soffriva di nostalgia perché era stato separato
dal suo fratello Peppino.
Noctiluca e Peppino divennero amici e Noctiluca entrava dentro
Tonino nonostante il "maleodorino" e a grandi passi
Tonino la portava dove voleva.
Un giorno l'alga e lo scarpone litigarono perché Noctiluca
voleva andare da una parte mentre lo scarpione dall' altra
.Noctiluca allora raggiunse una colonia di alghe mentre Tonino
si ritirò in una grotta e lì rimase triste e
solo .
L'alga ripensava sempre al tempo felice trascorso con suo
amico scarpone.
Un giorno un pesce volante disse all'alga di aver visto una
barca con un marinalio che calzava uno scarpone solo.
Noctiluca capì subito e, vincendo il suo orgoglio,
ricercò Tonino e gli indicò il posto dove si
doveva mettere per essere pescato dal suo padrone.
Tonino seguì il consiglio di Noctiluca e si fece pescare
proprio dal suo proprietario. Ritrovò allora suo fratello
e vissero tutti felici e contenti.
Il mio sogno era finito ma la dura realtà mi aspettava:
la maestra mi guardava inferocita e mi chiedeva di ripetere
quello che aveva spiegato. Io le dissi quello che mi era successo
e lei, intenerita, mi perdonò.
Lorenzo cl.4^ S. Domenico
Partita
di pallone
Le finte delle gambe
tagliano l' aria
divaria
in tiri sfreccianti e silenziosi.
L'erba
gemme
e le corse
son scivoloni sul ghiaccio.
Quel giocatore
passa,
tira,
cala la palla nella rete.
L'applauso scoppia,
occhi
sul pallone infuocato
che suscita sorrisi orgogliosi.
Bianchi
e neri
i colori del gioco
Matteo Cl. 5^B S. Agostino
Noctiluca
scintillans e il mare adriatico
Un mercoledì durante le
ultime ore di scienze, la maestra stava leggendosi un quotidiano
un articolo riguardo ad un algidi nome Noctiluca Scintilians.Ad
un certo punto la mia fantasia e andata oltre la lettura dell'insegnante
ho immaginato.
Noctiluca Scintillans che parlava
con il mare Adriatico presentandosi e chiedendo a sua volta
quale fosse il suo mare.
Il mare le rispose dicendo che si chiamava Adriatico. Loro
fecero così amicizia corteggiandosi a vicenda . Il
mare una sera, per essere galante, la invitò a cena
offrendole i suoi piccoli organismi con un po' di ossigeno
come contorno.
Alla fine della serata, come tutti gli innamorati, si diedero
un bacio e poi l'alga andò via per far ritorno alla
sua dimora che era fissata sotto uno scoglio. Un brutto giorno
arrivarono dei sub per prelevare l'alga e portarla in laboratorio
in attesa di essere analizzata. Il mare, però, che
si era molto affezionato ad essa, fece il putiferio per far
si che l'alga non fosse presa. Iniziò così un
maremoto spaventoso tanto che i sub rinunciarono all'impresa.
Da quel giorno nessuno pensò di togliere Noctiluca
Scinlians al suo mar Adriatico.
Ad un certo punto mi sentii chiamare da Elettra che mi stava
dicendo che la lezione era finita ed io tornai con i miei
pensieri alla realtà.
Giulia Cl.4^ S. Domenico
L'autunno
è arrivato
Arrivato in città
Le piante dormono
Profondamente ,si sa
Brrr , che freddo
Il fuoco si accenderà
Perché l'inverno
Alle nostre porte stà
La primavera con
Le piante in fiore
Abbellisce la città
Mamma mia che caldo
Che fa, forse perché
L'estate è già qua
Tutti al mare
Al mare si va
Autunno, inverno
Primavera,estate
Questo è il cielo
non lo fermate
Matteo Cl. 5^B S. Agostino
L'alga
brigitta (noctiluna scintillas) e la regina sirena
Un giorno l' Alga Brigitta
vide sul fondo del mare un buco. Incuriosita andò a
vedere di che cosa si trattasse. Arrivata sul posto tentò
di entrarci dentro, nonostante il buco fosse
ricoperto da coralli rossi sfavillanti .In un attimo si ritrovò
all'interno di un castello di
cristallo. Dopo aver attraversato un lungo corridoio luminoso,giunse
in un immenso salone
in cui si trovava un bellissimo trono, sempre fatto di cristallo.
Su di esso sedeva una sirena
che le disse: "Ti stavo aspettando,Brigitta, ho una missione
da affidarti"Brigitta incuriosita
domandò:"Che tipo di missione?". La regina
sirena rispose:" Sul fondo del mare si trova un pesce
pagliaccio che è stato aggredito da uno squalo ed è
in fin di vita" Brigitta chiese ancora: " Ma, io,
in che modo posso aiutarlo?" La regina sirena rispose:"
Dovresti cercare alcuni in gradienti per una pozione magica,
questi sono: un corallo giallo, un'ostrica e lacrime di pesce
palla." L'alga rossa tornò indietro, uscì
dal castello, dal buco di coralli e si mise a cercare i tre
ingredienti con molta fretta. Dopo un po' di tempo li trovò
tutti e li portò alla regina sirena che le disse: "
Mescola tutti questi ingredienti, metti il composto su di
una foglia e fai bere tutto al pesce pagliaccio". L'alga
salutò la regina che in cambio del favore le diede
l'anello della fortuna da portare sempre con sé. Valga
si recò sul fondo del mare dove si trovava il povero
pesce, gli fece bere la pozione ed egli all'improvviso riacquistò
la vita.
L'alga, felice di aver aiutato un amico, tornò nella
sua dimora fatta di coralli rosa e conservò sempre
gelosamente l'anello che le aveva dato la regina sirena in
ricordo di quella fantastica ed emozionante avventura.
Alessandra Cl. 4^ San
Domenico
Canzone:
La signora della città
Nella vallata del fiume Tronto
c'è una città luogo d' incontro
luogo di storia, cultura, memoria
tra Piceni, Romani, resistenza e gloria.
Cantiamo quest'inno con grande ardore
la signora ci acoglie con tanto amore.
RIT:
Ascoli, città ridente,
tu sei un modello per tutta la gente
siamo orgogliosi di vivere qui
per raccontarti e salutarti ogni dì.
Ecco la signora della città:
tanta gioia e onore ti dà.
Nella piazza ci iviti al caffè Meletti
dove si possono gustare fragranti cornetti,
La sera presso il teatro Ventidio,
il sipario apre con grande sorriso
ed opere liriche in prosa danzanti,
si susseguono fra applausi infiniti e scroscianti.
RIT:
Il Duomo di Arringo troneggia
Di Sant'Emidipo è la reggia .
I cavalli della piazza nella fontana
guizzano nell'acqua al suon della campana,
i leoni invece di via Sacconi
mordono a tutti i pantaloni.
RIT:
Se vuoi fare una bella passeggiata
devi andare sul Colle dell'Annunziata.
Il panorama all'orizzonte si aprirà
ed il mare in lontananza ti saluterà.
Colline e uliveti a migliaia ammirerai;
Ascoli tra la natura è bella più che mai.
RIT:
Vini gustosi e olive ripiene assaggerai
se nella nostra città ti fermerai.
Nùseme frechì asculà
e te saluteme ch'furia vace
e tante battute de mà.
Classe 4^ Elementare S.
Domenico
La
goccia doremì
La goccia sgorga dalla sorgente
in montagna ,pulita e limpida perché ha attraversato
una zona non inquinata .
Essa scende a valle nel ruscello ,senza incontrare pesticidi
e diserbanti .
Raggiunge l' acquedotto passando da grandi tubi ,che si diramano
in tubi più piccoli ,che portano acqua alle frazioni
,nei Comuni e nella Provincia ; poi passa nei tubi ancora
più piccoli che arrivano nelle vie,e,infine ,la goccia
,in tubi ancora più piccoli che arrivano nelle case
,esce dai rubinetti ed entra nelle fogne ,arriva nei fiumi
e fuoriesce nel mare .
La goccia,insieme a tante altre che sono nel mare,riscaldata
dal sole ,evaporava trasformandosi in nuvola . Se l' aria
diventa fredda ,le goccioline si trasformano in cristalli
di ghiaccio che precipitano come neve sulle montagne .
La
goccia doremì (inquinata)
La goccia sgorga dalla sorgente
di alta montagna pulita e limpida ma si getta in un ruscello
che poi diventa fiume sulle cui rive sorge una fabbrica di
carta .
Povera goccia !E' diventata torbida ed inquinata .
Trasportata dal fiume , ormai sporco e priva di vita, la goccia
scende a valle e assorbe dal fiume pesticidi e diserbanti
, utilizzati da uomini senza scrupoli .Ormai tossica ,viene
incanalate in grandi tubi ,raggiunge l' acquedotto e ,dai
rubinetti di una casa ,viene versata in un bicchiere e bevuta
da un bambino che ,poco dopo accuserà un forte mal
di pancia.
Federico Cl.3^ S. Domenico
La
pace
Vorrei la pace grande e bella
come una stella .
Vorrei la felicità che riempie i cuori
con i suoi colori.
Con la bacchetta magica
Vorrei far diventare il mondo
a forma di cuore
senza fatica, senza dolore,
ma solo pieno di buon umore.
Vorrei che tutti fossero felici
anche i grandi con i loro nemici.
Vorrei un po' d' amore per tutti quanti,
per i ricconi e per i viandanti.
Ginevra Cl.3^A Malaspina
Il
leone pietrificato
C' era una volta un leone
, che abitava in una buia caverna : era solo ed infelice ,
era molto temuto dagli animali della savana perché
non sapeva stare con gli altri ed era molto aggressivo .Un
giorno (che per lui sarà stato brutto)venne un nanetto
che gli disse:
-"Vero, tu sei molto aggressivo, ma io ti dò una
possibilità: se sarai più socievole,avrai una
ricompensa molto grande. Ma lui innervosito lo mangiò;
subito dopo apparve una meravigliosa fata e lo rimproverò:
-"Hai fatto un gesto molto brutto, quindi ti punirò
facendoti diventare la bocca blu."-
Disperato rimase dentro la caverna vergognandosi della bocca
blu.
Dopo sei mesi tornò un uccello e disse:
-"La fata ti da un' altra possibilità. "
Il leone non vedendoci dalla rabbia lo uccise con una zampata,
ma in quell' istante si pietrificò a causa del suo
caratteraccio .Dopo cento anni un uomo di Ascoli, ritrovò
il leone pietrificò, così lo pose in un angolo
dei giardini pubblici e ancora adesso è lì con
la bocca blu.
Flavia Marini Cl.^2C Malaspina
Il
fiume Tronto
. al tramonto
Sulla
Laga sono nato ;
Ed adesso son malato ,
si. Malato, poveretto,
ed ho sporco tutto il letto.
All'inizio,
veramente,
ero limpido, splendente;
c'eran lucci, tante trote,
or le reti sono vuote.
Si
vedevan le mie pietre,
or le acque sono tetre;
son le industrie della valle
che le rendon tutte gialle.
Ad
Arquata, Arli, Vezzano,
sono sano, anche a Mozzano;
quando passo per Pagliare,
dovrei farmi depurare.
Se
non ho depuratori
Voi sapete son dolori:
dagli scarichi industriali
posson nascer solo mali.
Leggeran
la filastrocca?
Non è cosa tanto sciocca:
se volete che mi ammali,
saran pieni gli ospedali.
Classe 3^ Scuola Elementare
S. Domenico
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