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sabato 19 maggio 2012
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"Racconti favole poesie 2003"

Anche quest'anno alcuni racconti e poesie composte dagli alunni del Circolo sono stati pubblicati nel volume "Racconti favole poesie", a cura del Comune di Ascoli Piceno -Assessorato alla Pubblica Istruzione .Il volume nasce in seguito al Progetto educativo e didattico rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie di Ascoli Piceno (a.s.2001/02) denominato: "I miei racconti"; libere ispirazioni tra realtà fantasia e tradizioni.


Storia del punto e-a- mangiare

Nella famiglia della punteggiatura vivono Mamma Virgola, Papà Punto Esclamativo, e i loro figli: Punto Interrogativo, un curiosane che fa sempre domande, Punto Fermo, tranquillo tranquillo, che si siede alla fine di ogni frase, e poi c'è suo Fratello Punto e-a Mangiare, noto per lo più ai scolari.
Si usa quando è da poco suonata la campanella della ricreazione e la pancia brontola e i piedi vogliono correre nel corridoio e la maestra finisce di dettare.
A proposito, cosa fa il Punto e -a Mangiare? Fa scartare cornetti, pizze, pizzette, tegolini e biscottini.
Che divertimento in tutte le classi! Pure in Punto e-a Mangiare, anche lui mangia le merendine, infatti è tondo tondo con la bocca grande, gira in tutte le scuole e io credo che esisterà anche in futuro, quando i bambini forse mangeranno il tempo, il vento e morbidi metalli.

Giorgio Cl.2^C Malaspina

 

Sempre sulla "noctiluca scintillans"

Un giorno la maestra ci ha letto a scuola un articolo scientifico che parlava di un' alga rossa chiamata " Noctiluca Scintillans " , trovata recentemente nel mar Adriatico.
Per un istante mi sono distratto e ho iniziato a sognare.
Una volta Noctiluca Scintillans incontrò sul fondo marino uno scarpone di nome Tonino.
Apparteneva ad un vecchio marinaio che un giorno , sul ponte della sua nave , inciampò in un secchio e,una volta rialzatosi , diede un calcio al secchio che finì in mare insieme al suo scarpone destro ,Tonino appunto .
Tonino soffriva di nostalgia perché era stato separato dal suo fratello Peppino.
Noctiluca e Peppino divennero amici e Noctiluca entrava dentro Tonino nonostante il "maleodorino" e a grandi passi Tonino la portava dove voleva.
Un giorno l'alga e lo scarpone litigarono perché Noctiluca voleva andare da una parte mentre lo scarpione dall' altra .Noctiluca allora raggiunse una colonia di alghe mentre Tonino si ritirò in una grotta e lì rimase triste e solo .
L'alga ripensava sempre al tempo felice trascorso con suo amico scarpone.
Un giorno un pesce volante disse all'alga di aver visto una barca con un marinalio che calzava uno scarpone solo.
Noctiluca capì subito e, vincendo il suo orgoglio, ricercò Tonino e gli indicò il posto dove si doveva mettere per essere pescato dal suo padrone.
Tonino seguì il consiglio di Noctiluca e si fece pescare proprio dal suo proprietario. Ritrovò allora suo fratello e vissero tutti felici e contenti.
Il mio sogno era finito ma la dura realtà mi aspettava: la maestra mi guardava inferocita e mi chiedeva di ripetere quello che aveva spiegato. Io le dissi quello che mi era successo e lei, intenerita, mi perdonò.

Lorenzo cl.4^ S. Domenico

 

Partita di pallone

Le finte delle gambe
tagliano l' aria
divaria
in tiri sfreccianti e silenziosi.

L'erba
gemme
e le corse
son scivoloni sul ghiaccio.

Quel giocatore
passa,
tira,
cala la palla nella rete.

L'applauso scoppia,
occhi
sul pallone infuocato
che suscita sorrisi orgogliosi.

Bianchi
e neri
i colori del gioco


Matteo Cl. 5^B S. Agostino

 

Noctiluca scintillans e il mare adriatico

Un mercoledì durante le ultime ore di scienze, la maestra stava leggendosi un quotidiano un articolo riguardo ad un algidi nome Noctiluca Scintilians.Ad un certo punto la mia fantasia e andata oltre la lettura dell'insegnante ho immaginato. ……Noctiluca Scintillans che parlava con il mare Adriatico presentandosi e chiedendo a sua volta quale fosse il suo mare.
Il mare le rispose dicendo che si chiamava Adriatico. Loro fecero così amicizia corteggiandosi a vicenda . Il mare una sera, per essere galante, la invitò a cena offrendole i suoi piccoli organismi con un po' di ossigeno come contorno.
Alla fine della serata, come tutti gli innamorati, si diedero un bacio e poi l'alga andò via per far ritorno alla sua dimora che era fissata sotto uno scoglio. Un brutto giorno arrivarono dei sub per prelevare l'alga e portarla in laboratorio in attesa di essere analizzata. Il mare, però, che si era molto affezionato ad essa, fece il putiferio per far si che l'alga non fosse presa. Iniziò così un maremoto spaventoso tanto che i sub rinunciarono all'impresa. Da quel giorno nessuno pensò di togliere Noctiluca Scinlians al suo mar Adriatico.
Ad un certo punto mi sentii chiamare da Elettra che mi stava dicendo che la lezione era finita ed io tornai con i miei pensieri alla realtà.

Giulia Cl.4^ S. Domenico

 

L'autunno è arrivato

Arrivato in città
Le piante dormono
Profondamente ,si sa

Brrr , che freddo
Il fuoco si accenderà
Perché l'inverno
Alle nostre porte stà

La primavera con
Le piante in fiore
Abbellisce la città

Mamma mia che caldo
Che fa, forse perché
L'estate è già qua

Tutti al mare
Al mare si va

Autunno, inverno
Primavera,estate
Questo è il cielo…non lo fermate

Matteo Cl. 5^B S. Agostino

 

L'alga brigitta (noctiluna scintillas) e la regina sirena

Un giorno l' Alga Brigitta vide sul fondo del mare un buco. Incuriosita andò a vedere di che cosa si trattasse. Arrivata sul posto tentò di entrarci dentro, nonostante il buco fosse
ricoperto da coralli rossi sfavillanti .In un attimo si ritrovò all'interno di un castello di
cristallo. Dopo aver attraversato un lungo corridoio luminoso,giunse in un immenso salone
in cui si trovava un bellissimo trono, sempre fatto di cristallo. Su di esso sedeva una sirena
che le disse: "Ti stavo aspettando,Brigitta, ho una missione da affidarti"Brigitta incuriosita
domandò:"Che tipo di missione?". La regina sirena rispose:" Sul fondo del mare si trova un pesce pagliaccio che è stato aggredito da uno squalo ed è in fin di vita" Brigitta chiese ancora: " Ma, io, in che modo posso aiutarlo?" La regina sirena rispose:" Dovresti cercare alcuni in gradienti per una pozione magica, questi sono: un corallo giallo, un'ostrica e lacrime di pesce palla." L'alga rossa tornò indietro, uscì dal castello, dal buco di coralli e si mise a cercare i tre ingredienti con molta fretta. Dopo un po' di tempo li trovò tutti e li portò alla regina sirena che le disse: " Mescola tutti questi ingredienti, metti il composto su di una foglia e fai bere tutto al pesce pagliaccio". L'alga salutò la regina che in cambio del favore le diede l'anello della fortuna da portare sempre con sé. Valga si recò sul fondo del mare dove si trovava il povero pesce, gli fece bere la pozione ed egli all'improvviso riacquistò la vita.
L'alga, felice di aver aiutato un amico, tornò nella sua dimora fatta di coralli rosa e conservò sempre gelosamente l'anello che le aveva dato la regina sirena in ricordo di quella fantastica ed emozionante avventura.

Alessandra Cl. 4^ San Domenico

 

Canzone: La signora della città

Nella vallata del fiume Tronto
c'è una città luogo d' incontro
luogo di storia, cultura, memoria
tra Piceni, Romani, resistenza e gloria.
Cantiamo quest'inno con grande ardore
la signora ci acoglie con tanto amore.
RIT:
Ascoli, città ridente,
tu sei un modello per tutta la gente
siamo orgogliosi di vivere qui
per raccontarti e salutarti ogni dì.
Ecco la signora della città:
tanta gioia e onore ti dà.
Nella piazza ci iviti al caffè Meletti
dove si possono gustare fragranti cornetti,
La sera presso il teatro Ventidio,
il sipario apre con grande sorriso
ed opere liriche in prosa danzanti,
si susseguono fra applausi infiniti e scroscianti.
RIT:
Il Duomo di Arringo troneggia
Di Sant'Emidipo è la reggia .
I cavalli della piazza nella fontana
guizzano nell'acqua al suon della campana,
i leoni invece di via Sacconi
mordono a tutti i pantaloni.
RIT:
Se vuoi fare una bella passeggiata
devi andare sul Colle dell'Annunziata.
Il panorama all'orizzonte si aprirà
ed il mare in lontananza ti saluterà.
Colline e uliveti a migliaia ammirerai;
Ascoli tra la natura è bella più che mai.
RIT:
Vini gustosi e olive ripiene assaggerai
se nella nostra città ti fermerai.
Nùseme frechì asculà
e te saluteme ch'furia vace
e tante battute de mà.

Classe 4^ Elementare S. Domenico

 

La goccia doremì

La goccia sgorga dalla sorgente in montagna ,pulita e limpida perché ha attraversato una zona non inquinata .
Essa scende a valle nel ruscello ,senza incontrare pesticidi e diserbanti .
Raggiunge l' acquedotto passando da grandi tubi ,che si diramano in tubi più piccoli ,che portano acqua alle frazioni ,nei Comuni e nella Provincia ; poi passa nei tubi ancora più piccoli che arrivano nelle vie,e,infine ,la goccia ,in tubi ancora più piccoli che arrivano nelle case ,esce dai rubinetti ed entra nelle fogne ,arriva nei fiumi e fuoriesce nel mare .
La goccia,insieme a tante altre che sono nel mare,riscaldata dal sole ,evaporava trasformandosi in nuvola . Se l' aria diventa fredda ,le goccioline si trasformano in cristalli di ghiaccio che precipitano come neve sulle montagne .

La goccia doremì (inquinata)

La goccia sgorga dalla sorgente di alta montagna pulita e limpida ma si getta in un ruscello che poi diventa fiume sulle cui rive sorge una fabbrica di carta .
Povera goccia !E' diventata torbida ed inquinata .
Trasportata dal fiume , ormai sporco e priva di vita, la goccia scende a valle e assorbe dal fiume pesticidi e diserbanti , utilizzati da uomini senza scrupoli .Ormai tossica ,viene incanalate in grandi tubi ,raggiunge l' acquedotto e ,dai rubinetti di una casa ,viene versata in un bicchiere e bevuta da un bambino che ,poco dopo accuserà un forte mal di pancia.

Federico Cl.3^ S. Domenico

La pace

Vorrei la pace grande e bella
come una stella .
Vorrei la felicità che riempie i cuori
con i suoi colori.
Con la bacchetta magica
Vorrei far diventare il mondo
a forma di cuore
senza fatica, senza dolore,
ma solo pieno di buon umore.
Vorrei che tutti fossero felici
anche i grandi con i loro nemici.
Vorrei un po' d' amore per tutti quanti,
per i ricconi e per i viandanti.

Ginevra Cl.3^A Malaspina

 

Il leone pietrificato

C' era una volta un leone , che abitava in una buia caverna : era solo ed infelice , era molto temuto dagli animali della savana perché non sapeva stare con gli altri ed era molto aggressivo .Un giorno (che per lui sarà stato brutto)venne un nanetto che gli disse:
-"Vero, tu sei molto aggressivo, ma io ti dò una possibilità: se sarai più socievole,avrai una ricompensa molto grande. Ma lui innervosito lo mangiò; subito dopo apparve una meravigliosa fata e lo rimproverò:
-"Hai fatto un gesto molto brutto, quindi ti punirò facendoti diventare la bocca blu."-
Disperato rimase dentro la caverna vergognandosi della bocca blu.
Dopo sei mesi tornò un uccello e disse:
-"La fata ti da un' altra possibilità. "
Il leone non vedendoci dalla rabbia lo uccise con una zampata, ma in quell' istante si pietrificò a causa del suo caratteraccio .Dopo cento anni un uomo di Ascoli, ritrovò il leone pietrificò, così lo pose in un angolo dei giardini pubblici e ancora adesso è lì con la bocca blu.

Flavia Marini Cl.^2C Malaspina

 

Il fiume Tronto …. al tramonto

Sulla Laga sono nato ;
Ed adesso son malato ,
si. Malato, poveretto,
ed ho sporco tutto il letto.

All'inizio, veramente,
ero limpido, splendente;
c'eran lucci, tante trote,
or le reti sono vuote.

Si vedevan le mie pietre,
or le acque sono tetre;
son le industrie della valle
che le rendon tutte gialle.

Ad Arquata, Arli, Vezzano,
sono sano, anche a Mozzano;
quando passo per Pagliare,
dovrei farmi depurare.

Se non ho depuratori
Voi sapete son dolori:
dagli scarichi industriali
posson nascer solo mali.

Leggeran la filastrocca?
Non è cosa tanto sciocca:
se volete che mi ammali,
saran pieni gli ospedali.

Classe 3^ Scuola Elementare S. Domenico

 
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